Sabato 30 gennaio si è inaugurato a Roma il nuovo anno giudiziario alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano e del premier Silvio Berlusconi. Il presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone ha evidenziato il grave disservizio della Giustizia italiana che viene collocata al 156° posto della classifica del Paesi per i tempi di giustizia più lunghi oltre l'Angola e il Gabon. Per riscuotere un credito occorrono 1.210 giorni; 800 giorni per le separazioni. A causa dei processi lenti sono stati pagati dallo Stato risarcimenti per oltre 150 milioni di Euro e, al momento, il debito della Giustizia ammonta a circa 267 milioni di Euro. Mille giorni per avviare una causa civile la cui durata può superare i venti anni. Cifre di una vera disfatta. Il 31 gennaio si è svolta la cerimonia di inaugurazione anche nei 26 distretti giudiziari distribuiti nelle varie regioni. Nel distretto del Salento (Brindisi, Lecce e Taranto) la relazione è stata tenuta dal presidente della Corte di Appello Mario Buffa. Un racconto severo e critico. Una denuncia grave per l'accentuarsi della criminalità economica ed estorsiva che evidenzia l'aumento dell'evasione fiscale, del lavoro nero e delle truffe. Poi Buffa, senza mezzi termini, ha condannato l'atteggiamento della classe politica governante verso la magistratura. Circa il " processo breve " in discussione nel Parlamento, il presidente della Corte d'Appello ha sentenziato: " progetto mostruoso che spazza via tutti i processi pendenti " indicando un responsabile nella persona dell'on. Luigi Vitali, presente alla cerimonia. Poi, come annunciato, al momento dell'intervento del rappresentante del Ministero della Giustizia, alcune toghe aderenti all'ANM, hanno abbandonato l'aula con in mano la Costituzione della Repubblica Italiana. Fin qui la cronaca nazionale e regionale legata all'avvenimento del nuovo anno giudiziario. Un situazione catastrofica dovuta all'avversità di alcune forze politiche, a disposizioni legislative anticostituzionali, alle famose leggi ad personam, alle scarse risorse, alla carenza di personale, alla mancanza delle penne e della carta ? Si può avere il quadro delle priorità nelle responsabilità di tanta catastrofe ? Se ho capito bene, secondo l'ANM: i giudici, i procuratori, i funzionari, insomma tutti quelli che operano nella Magistratura, in questo disastro, non c'entrano. La loro costituzionale autonomia li esonera da ogni corresponsabilità nella gestione della GIUSTIZIA. Non ci credo! Facendo una attenta distinzione, per evitare di fare di tutte le erbe un fascio, va detto che ci sono anche responsabilità fra alcuni operatori della Magistratura e lo si capisce, chiaramente, dai continui richiami e inviti a comportamenti più consoni all'etica giudiziaria da parte di uffici superiori del mondo giudiziario, da parte del Presidente della Repubblica e da parte, anche, di qualche operatore che mostra avversione alla politicizzazione, alla ostentazione televisiva e all'invasione negli organismi parlamentari. In democrazia avere dei giudici sudditi è assolutamente pericoloso. Avere, però, protagonisti radicalizzati politicizzati e caratterialmente ostativi, in un settore così importante e delicato, dove ogni operazione viene svolta in templi dove sovrasta la scritta " LA LEGGE E'UGUALE PER TUTTI", potrebbe portare a derive pericolose e scarsamente leggibili. Costatazioni periferiche scaturite da osservazioni popolari e da gente desiderosa di vedere risolti alcuni gravi problemi giudiziari, qualche volta inaspettati, nel corso della proproa esistenza. Tutto qui...... Articolo 21 della Costituzione italiana " Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". ...
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