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Processo di riconversione dell’economia tarantina dalla Zes jonica allo sviluppo della logistica

Con l’istituzione della ZES si può, con certezza, dire che si apre un capitolo nuovo per l’economia pugliese, ed in particolare tarantina con l’istituzione della Zes interregionale jonica, ma questo solo e soltanto se il tessuto economico, e sociale, sarà in grado di cogliere le opportunità legate indissolubilmente al Porto di Taranto, la cui posizione nel Mediterraneo costituisce una attrattiva per chi vorrà commerciare dall’estero e per l’estero, sia che si tratti di imprese locali che di investitori esteri e nazionali che intendano investire in terra jonica.
Intanto iniziamo con il dire che la ZES è uno strumento di politica economica e fiscale, anche nell’ottica di un rafforzamento del sistema logistico, che ruota intorno ai porti italiani, con riferimento al piano strategico nazionale della portualità e della logistica.
Le Zes in generale sono luoghi in cui fare business, attività commerciali, in cui deve esser applicata una tassazione differente (pi' vantaggiosa rispetto al resto del paese), una semplificazione burocratica ed essere in grado di attirare investimenti esteri.
Ma tale potenziale non potrà garantire sviluppo economico se la ZES non viene strutturata considerando anche le esperienze ultranazionali che hanno dimostrato di garantire un trend di continua crescita economica.
Come noto, l’esperienza internazionale delle ZES è stata particolarmente vincente, poiché ha consentito lo sviluppo di aree territorialmente svantaggiate ed economicamente depresse " pensiamo alla Lettonia " e ha permesso l’insediamento di imprese fortemente export-oriented, con conseguente aumento degli scambi commerciali internazionali.
Inoltre è necessario che le ZES siano destinate a specifici comparti di attività, come hanno dimostrato esperienze asiatiche in tal senso.
Attualmente le imprese joniche, presenti all’interno della ZES, possono già presentare le proprie domande per usufruire del credito di imposta: infatti l’Agenzia dell’Entrate, il 25 settembre scorso, ha pubblicato, sul proprio sito, l’apposito modello aggiornato per accedere alle agevolazioni previste per le imprese presenti nell’area della ZES interregionale Jonica, le quali potranno beneficiare di un bonus consistente in un credito di imposta, commisurato al costo complessivo dei beni acquisiti nuovi destinati a strutture imprenditoriali già esistenti, e di nuova istituzione, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti ubicate nella ZES.
Ma per il reale rilancio delle imprese presenti all’interno delle ZES Jonica, occorre che questo discorso si inserisca in quello pi' ampio dello sviluppo della logistica, con un inversione della mentalità delle aziende al fine di apportare un valore aggiunto.
Attualmente, nelle esportazioni, le imprese pugliesi joniche esternalizzano le operazioni di consegna di un bene all’acquirente estero, delegando allo stesso le operazioni di consegna, motivo per cui un bene prodotto da un’ impresa pugliese e venduto ad un acquirente estero, per giungere presso costui, invece di passare da tutta la logistica presente nel territorio e dal Porto di Taranto, passa da società di spedizioni e, paradossalmente, da Porti diversi da quello di Taranto e da quelli meridionali.
Queste attività consistenti non solo nella produzione del bene da consegnare, ma nella consegna vera e propria del bene, se internalizzate dalle imprese joniche, comporterebbero per esse un valore aggiunto, un aumento degli introiti, un maggiore utilizzo del Porto e maggiori traffici oltre che maggiori competenze.
Le società pugliesi joniche diventerebbero cosi maggiormente competitive, ma creerebbero allo stesso tempo un indotto, dal punto di vista lavorativo, che produrrebbe una nuova economia, sfruttando i traffici marittimi nel Porto di Taranto.

Articolo inserito il 05/11/2019 e redatto da Avv . Riso Maria Immacolata.
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