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XYLELLA: DALLA REGIONE ARRIVA IL DIVIETO CHE METTE KO I VIVAI DELLA TERRA DI BARI?


img/222111xilella1.jpg? Vietare la produzione di piantine di cavoli, pomodori e melanzane nei vivai della nuova fascia cuscinetto che include Monopoli e Fasano è la decisione degli uffici regionali contro cui si schiera il deputato Giuseppe L'Abbate (M5S) bollandola come vessatoria, inutile e senza basi scientifiche
Cavoli e forse anche pomodori e melanzane "nati e cresciuti" nella Terra di Bari potrebbero essere presto un lontano ricordo. Con il recepimento della decisione comunitaria di spostare verso nord i confini pugliesi della zona infetta da Xylella, l'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia ha provveduto il 9 agosto ad aggiornare la delimitazione della "zona cuscinetto", della "zona di contenimento" e della "zona infetta" con l'elenco dei comuni interessati. Tra questi sono stati inclusi i territori di Monopoli e Fasano, dove hanno sede imprese vivaistiche fondamentali per tutto il comparto agricolo delle orticole, diffuso e fiorente nel sudest barese. Fatturati da milioni di euro che subiranno già un forte arresto dovuto alla mancata possibilità di movimentazione di piante ornamentali ma che potrebbero subire una ulteriore misura vessatoria da parte della Regione Puglia. Insistenti voci di corridoio, infatti, parlano di un provvedimento, in procinto di pubblicazione sul BURP (il bollettino ufficiale regionale) già questo giovedì 6 settembre, che vieterebbe, di punto in bianco, la coltivazione delle piantine di alcune specie come le brassicaceae, ovvero cultivar come cavolo, rapa, cavolfiore.
"Una decisione che rischia di mettere in ginocchio un intero comparto, come quello vivaistico, già messo a dura prova dall'avvento del batterio da quarantena sul territorio pugliese – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, esponente del Movimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura, dove da giovedì prenderà il via l'indagine conoscitiva sul fenomeno della Xylella fastidiosa in Puglia – In pratica, pare che l'inspiegabile decisione della Regione guidata da Michele Emiliano sia di non permettere più la coltivazione in loco di queste piantine propedeutiche alla messa in dimora nei campi pugliesi e soprattutto del sudest barese. Eppure non vi è alcuna rilevazione del batterio in Puglia su piante come le brassicaceae. Peraltro – prosegue L'Abbate (M5S) – la Xylella attecchisce sulle piante e non sui semi quando è proprio dai semi che i vivaisti partono per far crescere le loro piante. Ora la Regione Puglia vuole costringerli a importare piantine, magari anche dall'estero, per poi commercializzarle nel nostro territorio. E chi ci assicura che quelle importate non siano invece infette? Sappiamo benissimo tutti come il batterio è arrivato in Puglia e che non è mica nato qui! E cosa dovrebbe scongiurare l'attecchimento della Xylella nelle piante importate rispetto a quelle nate in loco? Abbiamo per caso un batterio selettivo che decide di avercela solo con le nostre piantine pugliesi? Questa decisione – continua il parlamentare 5 Stelle – non sembra avere alcuna base scientifica nota a meno che la Regione Puglia non detenga studi che, però, tiene nei cassetti senza pubblicarli. Un accanimento verso le brassicaceae che non trova motivo di esistere né sembra essere consono alle scelte fatte sinora visto che nella fascia di contenimento non una pianta di ulivo infetta è stata toccata".
Non solo cavoli e cavolfiori, c'è infatti chi parla sempre più insistentemente dell'inclusione di solanacee lycopersicum esculentum e solanum melongina, ovvero di pomodori e melanzane. "Se gli uffici regionali pugliesi dovessero davvero pubblicare questo provvedimento – prosegue Giuseppe L'Abbate (M5S) – saremmo alla stessa stregua della storiella antiscientifica dell'olio EVO 'contaminato' da Xylella. Insomma, qui sembra che nello scenario di panico generale, del non sapere cosa fare, dell'ignavia che contraddistingue le Giunte regionali di centrosinistra dal lontano 2012 tutto sia concesso. Proprio come con le emergenze di altro tipo, la politica e la burocrazia ci 'sguazzano' con decisioni al limite dell'accettabile. Ci opporremo in tutti i modi al provvedimento dato per imminente da più parti – conclude il deputato 5 Stelle – perché vessatorio e antiscientifico nonché inutile e dannoso. Ci auguriamo che dai palazzi regionali giunga una secca smentita che possa tranquillizzare vivaisti e agricoltori della Terra di Bari".

Articolo inserito il 04/09/2018 e redatto da uff stampa Regione PUGLIA.
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